parto. vado a bruxelles.
ho deciso che sara' una bellissima vacanza. deve esserlo perche' sto sul fondo del barile, l'alternativa sarebbe cominciare a scavare.
mi sono comprata:
sei nuove paia di mutande
un reggiseno nuovo
una crema per i capelli
uno shampoo e un bagnoschiuma buoni e poi mi sono ricordata che non posso portarli in aereo.
un burro di cacao rosa
un cappello di lana rosa con guanti coordinati
due magliette da benetton
un paio di calze nere autoreggenti
un paio di collant neri coprenti
una crema idratante viso
uno struccante
un libro da leggere in aereo
mi sono tinta i capelli
ho fatto la manicure
mi sono fatta una lampada
ho comprato quaranta strisce depilatorie per farmi la ceretta stasera
oggi alle tre vado a farmi un'altra lampada.
sono pronta.
mercoledì 31 ottobre 2007
quando arriva l'estate
per me l'arrivo dell'estate viene segnato ogni anno da tre avvenimenti topici.
la prima lattina di te' freddo. che non ho mai capito perche' la gente beve il te' freddo solo d'estate...d'inverno continuiamo tutti a bere coca cola, birra e alcune persone strane anche cose come l'aranciata amara o la sprite, pero' il te' freddo viene bandito, inesorabilmente. e non e' che non lo trovi piu' in commercio, perche' continuano a venderlo sia i bar che i supermercati, ma non lo senti piu' giusto... non sembra una cosa adeguata e quindi, a malincuore, ci rinunci fino alle'estate successiva. fin quando la prima pubblicita' di estathe, verso maggio, ti sdogana e ti senti di nuovo libero di comprarlo.
il secondo avvenimento topico e' l'ennesima rilettura dell'immortale "l'estate dei bisbigli" di brunella gasperini. un romanzo bellissimo, che e' finito, per strane ragioni, relegato nella libreria di gallipoli e quindi me lo rileggo tutti gli anni in spiaggia e tutti gli anni piango leggendolo perche' il momento del ricongiungimento finale in cui dario poggia la testa sulle gambe della madre e'veramente struggente, roba che in confronto remi' e tutte le sue peripezie sono una farsa.
il terzo momento e' quando finalmente (normalmente di pomeriggio, nei casi migliori la sera) rete quattro decide di passare "scandalo al sole".
questo film e', dal punto di vista oggettivo un mappettone inguardabile, una roba melensa che ti fa venire la carie ai denti. probabilmente a chiedere l'opinione di mereghetti in proposito si verrebbe mandati a fan culo... ma secondo me e' un film che ha le sue indubbie qualita'.
praticamente c'e' lei (una sandra dee dolce sexy verginella con le ciglia lunghe due metri)che va coi genitori in vacanza in una specie di isoletta dove c'e' solo un grande albergo. il padre di lei e' uno molto macho e piacente, la madre e' invece una stronza repressa, sessuofoba e inacidita che rende la vita della povera sandra un inferno.
i proprietari dell'albergo sono una famiglia composta da : lui (il nostro eroe) un giovanotto alto biondo e belloccio (o almeno secondo i canoni del tempo veniva considerato belloccio) e i suoi genitori. la madre e' una donna bella e fragile, mentre il padre un alcolizzato fallito e violento.
il gran colpo di scena e' che in realta' il padre di sandra dee e la madre del belloccio erano stati fidanzati da giovani, poi il matrimonio era stato impedito dalle famiglie, lui era andato a fare fortuna e lei si era sposata con un altro.
ritrovatisi dopo tanti anni si rimettono insieme.
poi, (il film va avanti anche finite le vacanze quando tutti tornano alle loro vite) anche i figli si mettono insieme e lei (nella migliore tradizione delle verginelle sexy e con le ciglia lunghe due metri) rimane incinta e i due disperati non sanno piu' a chi rivolgersi e alla fine, terrorizzati come due coniglietti, vanno da mamma e papa' (quelli fighi naturalmente) che ormai vivono insieme felici in una grande casa sulla spiaggia. happy ending che piu' happy non si puo' con abbracci, lacrime e perdoni reciproci.
cio' che salva davero tutto l'ambaradan sono due cose... la colonna sonora che e' bellissima (e che guarda caso e' stata per molto tempo la musichetta della pubblicita' dell'estathe)e la frase che dice la madre di lui alla fine del film. quando i due ragazzi tornano a casa, spaventati, colpevoli e in cerca di rifugio lei li guarda coi suoi occhi azzurri pieni di saggezza e dice una cosa che mi fa sempre venire un brividino sulle braccia: "viviamo tutti in una casa di vetro, non ci conviene scagliare pietre"... che secondo me una frase cosi' manco tennesse williams.
ecco questi sono per me i segni profetici che e' arrivata l'estate (di solito me ne accorgo anche perche' sono scoppiati quaranta gradi dalla sera alla mattina).
non vi parlo dei segni premonitori dell'arrivo dell'autunno perche' ce ne e' solo uno e non e' molto interessante: il desiderio impellente di rifugiarmi sotto il piumone e di dormire fino a maggio.
la prima lattina di te' freddo. che non ho mai capito perche' la gente beve il te' freddo solo d'estate...d'inverno continuiamo tutti a bere coca cola, birra e alcune persone strane anche cose come l'aranciata amara o la sprite, pero' il te' freddo viene bandito, inesorabilmente. e non e' che non lo trovi piu' in commercio, perche' continuano a venderlo sia i bar che i supermercati, ma non lo senti piu' giusto... non sembra una cosa adeguata e quindi, a malincuore, ci rinunci fino alle'estate successiva. fin quando la prima pubblicita' di estathe, verso maggio, ti sdogana e ti senti di nuovo libero di comprarlo.
il secondo avvenimento topico e' l'ennesima rilettura dell'immortale "l'estate dei bisbigli" di brunella gasperini. un romanzo bellissimo, che e' finito, per strane ragioni, relegato nella libreria di gallipoli e quindi me lo rileggo tutti gli anni in spiaggia e tutti gli anni piango leggendolo perche' il momento del ricongiungimento finale in cui dario poggia la testa sulle gambe della madre e'veramente struggente, roba che in confronto remi' e tutte le sue peripezie sono una farsa.
il terzo momento e' quando finalmente (normalmente di pomeriggio, nei casi migliori la sera) rete quattro decide di passare "scandalo al sole".
questo film e', dal punto di vista oggettivo un mappettone inguardabile, una roba melensa che ti fa venire la carie ai denti. probabilmente a chiedere l'opinione di mereghetti in proposito si verrebbe mandati a fan culo... ma secondo me e' un film che ha le sue indubbie qualita'.
praticamente c'e' lei (una sandra dee dolce sexy verginella con le ciglia lunghe due metri)che va coi genitori in vacanza in una specie di isoletta dove c'e' solo un grande albergo. il padre di lei e' uno molto macho e piacente, la madre e' invece una stronza repressa, sessuofoba e inacidita che rende la vita della povera sandra un inferno.
i proprietari dell'albergo sono una famiglia composta da : lui (il nostro eroe) un giovanotto alto biondo e belloccio (o almeno secondo i canoni del tempo veniva considerato belloccio) e i suoi genitori. la madre e' una donna bella e fragile, mentre il padre un alcolizzato fallito e violento.
il gran colpo di scena e' che in realta' il padre di sandra dee e la madre del belloccio erano stati fidanzati da giovani, poi il matrimonio era stato impedito dalle famiglie, lui era andato a fare fortuna e lei si era sposata con un altro.
ritrovatisi dopo tanti anni si rimettono insieme.
poi, (il film va avanti anche finite le vacanze quando tutti tornano alle loro vite) anche i figli si mettono insieme e lei (nella migliore tradizione delle verginelle sexy e con le ciglia lunghe due metri) rimane incinta e i due disperati non sanno piu' a chi rivolgersi e alla fine, terrorizzati come due coniglietti, vanno da mamma e papa' (quelli fighi naturalmente) che ormai vivono insieme felici in una grande casa sulla spiaggia. happy ending che piu' happy non si puo' con abbracci, lacrime e perdoni reciproci.
cio' che salva davero tutto l'ambaradan sono due cose... la colonna sonora che e' bellissima (e che guarda caso e' stata per molto tempo la musichetta della pubblicita' dell'estathe)e la frase che dice la madre di lui alla fine del film. quando i due ragazzi tornano a casa, spaventati, colpevoli e in cerca di rifugio lei li guarda coi suoi occhi azzurri pieni di saggezza e dice una cosa che mi fa sempre venire un brividino sulle braccia: "viviamo tutti in una casa di vetro, non ci conviene scagliare pietre"... che secondo me una frase cosi' manco tennesse williams.
ecco questi sono per me i segni profetici che e' arrivata l'estate (di solito me ne accorgo anche perche' sono scoppiati quaranta gradi dalla sera alla mattina).
non vi parlo dei segni premonitori dell'arrivo dell'autunno perche' ce ne e' solo uno e non e' molto interessante: il desiderio impellente di rifugiarmi sotto il piumone e di dormire fino a maggio.
sabato 27 ottobre 2007
cenerentola the day after
... cenerentola e il principe si sposarono e vissero per sempre felici e contenti.
la mattina dopo la cerimonia cenerentola si sveglio' con un cerchio alla testa bestiale e in bocca un sapore come di topo morto. aveva esagerato col rum e pera... pero', ripenso' con un ghigno, si erano proprio divertiti! era stata una festa stupenda e genoveffa e anastasia erano morte di invidia, per non parlare della vecchia che aveva pure finto un attacco di cuore pur di attirare l'attenzione su di se... brutta megera mitomane! ma tanto non se l'era filata nessuno e alla fine aveva dovuto prendere un cocchio taxi per andarsene al pronto soccorso da sola.
persino quella snob di bianacaneve c'era rimasta a vedere come avevano decorato il parco del castello con tutte quelle luci e quelle torce colorate. proprio romantico.
cenerentola si volto' verso sinistra e vide che i letto era vuoto. il principe si doveva essere alzato presto.aveva lasciato un bigliettino con dentro un fiore. ("che figo!"- penso' cenerentola - "Proprio come in top gun!")Sul biglietto c'era scritto "ti amo piccolina! buona giornata, il tuo principe. P.S ti ricordi di comprarmi le lenti a contatto blu oceano e di mandare in tintoria il mio mantello di seta che ieri c'e' finita sopra una macchia di vino'? grazie."
cenerentola si alzo' anche se non aveva un'idea molto chiara di cosa fare. scosto' le tendine e vide che pioveva... che palle! il cielo era grigio e faceva pure freddino. stava arrivando l'autunno.
decise che un bel bagno caldo era quello che ci voleva, avrebbe potuto usare il bagnoschiuma "eterna giovinezza" che le aveva regalato la fata madrina per le nozze... si', era una buona idea.
purtroppo l'acqua calda non usciva, il rubinetto della vasca fece dei brutti rumoracci, sputo' un paio di gocce ghiacciate e poi si spense del tutto.
cenerentola chiamo' la governante e le spiego' il problema. la governante annui' con aria afflitta e le disse:
"Lo so, signola, lo so... io chiamato idlaulico, ma idlaulico dice che tutto impianto e' da buttare e poi si e' preso duecento euro e non ha aggiustato niente.mi dispiace."
cenerentola sospiro' e capi' che con quella governante avrebbe avuto dei problemi. non sembrava molto sveglia. si chiese se aveva il permesso di soggiorno.
alla fine si fece una breve doccia fredda e si vesti'. non avendo nulla da fare si mise a gironzolare per il castello e la cosa la mise di pessimo umore.
era vecchio e cadeva a pezzi, l'impianto idraulico era all'ultimo stadio e il riscaldamento era praticamente inesistente... si chiese quanto sarebbe costata una ristrutturazione globale e decise che avrebbe dovuto parlarne col principe quella sera stessa.
presa questa decisione si senti' meglio e ando' in giardino per raccogliere un bel mazzo di rose per la sala da pranzo.
mentre rientrava a palazzo la raggiunse un messo con una pergamena per lei da parte del principe. il messaggio diceva: "mi hai fatto impazzire stanotte, mi manchi, non vedo l'ora di vederti. tuo prinz
P.S. qui in ufficio le beghe sono infinite, ho quindici ambasciatori in visita dai regni confinanti, torno dopo cena."
cenerentola sospiro'... sperava davvero di passare una bella seratina col suo amore... che delusione!
comunque erano le due e aveva i crampi allo stomaco per la fame. in cucina trovo' tutti i resti della festa della sera prima. era cosi' depressa che si sparo' mezzo chilo di roastbeef freddo e tre fette di torta nuziale.
poi si slacccio' due bottoni della gonna e si sdraio' sul divano a pensare. le veniva da vomitare... aveva mangiato troppo e non riusciva a trovare da nessuna parte una sigaretta. frugo' in tutti i cassetti e cassettoni del salotto e alla fine mando' un paggio a comprarle.
mentre aspettava che tornasse si mise a sfogliare una rivista che aveva trovato sul tavolino di marmo. si chiamava "Il regno incantato news" e c'era un inserto speciale intitolato: "lavorare nel regno incantato".
questo attrasse il suo interesse. ecco cosa doveva fare! doveva trovarsi un lavoro! cosi' non avrebbe passato la giornata a deprimersi in quel gigantesco castello vuoto mentre il principe era via.
lesse avidamente tutti gli annunci e le casco' il cuore per terra.
mamma mia! era troppo vecchia e il suo curricculum non era certo invidiabile... aveva passato la vita a lucidare i pavimenti a casa di quella stronza della sua matrigna... chi l'avrebbe mai assunta? e per fare cosa?
si senti' molto demoralizzata. intanto per fortuna il paggio era tornato e cosi' si accese una sigaretta scacciapensieri.
mentre fumava si ricordo' dei bei tempi in cui si nascondeva in soffitta a fumare, quando aveva la tresca con nando, il garzone del panettiere... che ore spensierate che avevano passato la' sulla torre a pomiciare e a farsi le canne...mentre la matrigna la cercava per il palazzo strepitando e facendosi venire le vene del collo grosse come dei tronchi.
dopo avere fumato un paio di sigarette cenerentola decise di smetterla, non doveva riprendere il vizio... se non le sarebbero venuti i denti gialli.
sopraffatta dalla noia si addormento' sul divanetto.
si sveglio' alle sei. era buio e faceva freddo. poi si era addormentata col braccio in una strana posizione e ora le si era addormentato.
chiamo' la governante con voce lamentosa e le disse di accendere il fuoco in salotto. quella fece una risatina da imbecille, ma per fortuna torno' dopo poco con un mucchio di legna e il paggio come aiuto.
il fuoco rese la stanza molto piu' calda e accogliente. si rinfresco' il viso e si accese la tele. su rete corte c'era un bel film con doris day e questo almeno la tenne occupata fino alle otto.
finito il film senti' che le saliva un'agitazione terribile. era talmente annoiata che le venne addirittura in mente di telefonare a anastasia o a genoveffa... ma poi si rese conto che era una scemenza. quelle due stronze la odiavano e cosa avrebbero avuto da dirsi?
fini' che si mangio' un'ultima fetta di torta con un bicchiere di latte e si rimise a guardare la tele.
alla fine alle dieci finalmente torno' il principe. era easusto, ma felice di rivederla. si abbracciarono stretti e lui le dette una strizzatina alle tette. poi si stravacco' sul divano a guardare un programma su tele incanto, un programma noiosissimo pieno di cortigiani che parlavano di come le cose andavano male nel regno incantato e di come non ci fosse lavoro e di quanto la gente non riusciva ad arrivare a fine mese.
cenerentola gli preparo' un panino col roastbeef e lui se lo divoro' in due bocconi, poi la bacio' con dolcezza e le disse che era la migliore mogliettina del mondo.
cenerentola senti' che il cuore le esplodeva di felicita'... si strinse forte a lui e dopo qualche minuto senti' il suo respiro farsi sempre piu' pesante: si era addormentato come un sasso.
il programma alla tele andava avanti sempre piu' noioso... inoltre tutto quel parlare di disoccupazione rendeva cenerentola ancora piu' depressa.
si alzo' e ando' sul balcone... l'aria profumava di rose, c'erano le stelle in cielo e tra i cespugli brillavano le lucciole. era stupendo. d'altra parte era il castello del regno incantato mica per niente.
cenerentola sospiro'... certo era meglio guardare in faccia la realta': non aveva un lavoro, non aveva amici e non aveva niente da fare... il futuro, nonostante il grande amore, le sembrava grigio... doveva inventarsi qualcosa e in fretta.
poi sorrise: in fondo era riuscita ad accalappiare il principe azzurro, l'uomo piu' ambito del regno... ce l'avrebbe fatta anche a trovarsi un lavoro e degli amici! ce l'avrebbe fatta a costruirsi una vita.
torno' in salotto, sveglio' dolcemente il suo amore e se ne andarono a dormire... cenerentola si accoccolo' contro il principe per scaldarsi, lui grugni' qualcosa e la strinse a se'.
la stanza era buia e tutto era silenzio a parte il frinire dei grilli.
cenerentola si senti' a un tratto ottimista: sarebbe andato tutto bene... in un modo o nell'altro sarebbero stati per sempre felici e contenti.
la mattina dopo la cerimonia cenerentola si sveglio' con un cerchio alla testa bestiale e in bocca un sapore come di topo morto. aveva esagerato col rum e pera... pero', ripenso' con un ghigno, si erano proprio divertiti! era stata una festa stupenda e genoveffa e anastasia erano morte di invidia, per non parlare della vecchia che aveva pure finto un attacco di cuore pur di attirare l'attenzione su di se... brutta megera mitomane! ma tanto non se l'era filata nessuno e alla fine aveva dovuto prendere un cocchio taxi per andarsene al pronto soccorso da sola.
persino quella snob di bianacaneve c'era rimasta a vedere come avevano decorato il parco del castello con tutte quelle luci e quelle torce colorate. proprio romantico.
cenerentola si volto' verso sinistra e vide che i letto era vuoto. il principe si doveva essere alzato presto.aveva lasciato un bigliettino con dentro un fiore. ("che figo!"- penso' cenerentola - "Proprio come in top gun!")Sul biglietto c'era scritto "ti amo piccolina! buona giornata, il tuo principe. P.S ti ricordi di comprarmi le lenti a contatto blu oceano e di mandare in tintoria il mio mantello di seta che ieri c'e' finita sopra una macchia di vino'? grazie."
cenerentola si alzo' anche se non aveva un'idea molto chiara di cosa fare. scosto' le tendine e vide che pioveva... che palle! il cielo era grigio e faceva pure freddino. stava arrivando l'autunno.
decise che un bel bagno caldo era quello che ci voleva, avrebbe potuto usare il bagnoschiuma "eterna giovinezza" che le aveva regalato la fata madrina per le nozze... si', era una buona idea.
purtroppo l'acqua calda non usciva, il rubinetto della vasca fece dei brutti rumoracci, sputo' un paio di gocce ghiacciate e poi si spense del tutto.
cenerentola chiamo' la governante e le spiego' il problema. la governante annui' con aria afflitta e le disse:
"Lo so, signola, lo so... io chiamato idlaulico, ma idlaulico dice che tutto impianto e' da buttare e poi si e' preso duecento euro e non ha aggiustato niente.mi dispiace."
cenerentola sospiro' e capi' che con quella governante avrebbe avuto dei problemi. non sembrava molto sveglia. si chiese se aveva il permesso di soggiorno.
alla fine si fece una breve doccia fredda e si vesti'. non avendo nulla da fare si mise a gironzolare per il castello e la cosa la mise di pessimo umore.
era vecchio e cadeva a pezzi, l'impianto idraulico era all'ultimo stadio e il riscaldamento era praticamente inesistente... si chiese quanto sarebbe costata una ristrutturazione globale e decise che avrebbe dovuto parlarne col principe quella sera stessa.
presa questa decisione si senti' meglio e ando' in giardino per raccogliere un bel mazzo di rose per la sala da pranzo.
mentre rientrava a palazzo la raggiunse un messo con una pergamena per lei da parte del principe. il messaggio diceva: "mi hai fatto impazzire stanotte, mi manchi, non vedo l'ora di vederti. tuo prinz
P.S. qui in ufficio le beghe sono infinite, ho quindici ambasciatori in visita dai regni confinanti, torno dopo cena."
cenerentola sospiro'... sperava davvero di passare una bella seratina col suo amore... che delusione!
comunque erano le due e aveva i crampi allo stomaco per la fame. in cucina trovo' tutti i resti della festa della sera prima. era cosi' depressa che si sparo' mezzo chilo di roastbeef freddo e tre fette di torta nuziale.
poi si slacccio' due bottoni della gonna e si sdraio' sul divano a pensare. le veniva da vomitare... aveva mangiato troppo e non riusciva a trovare da nessuna parte una sigaretta. frugo' in tutti i cassetti e cassettoni del salotto e alla fine mando' un paggio a comprarle.
mentre aspettava che tornasse si mise a sfogliare una rivista che aveva trovato sul tavolino di marmo. si chiamava "Il regno incantato news" e c'era un inserto speciale intitolato: "lavorare nel regno incantato".
questo attrasse il suo interesse. ecco cosa doveva fare! doveva trovarsi un lavoro! cosi' non avrebbe passato la giornata a deprimersi in quel gigantesco castello vuoto mentre il principe era via.
lesse avidamente tutti gli annunci e le casco' il cuore per terra.
mamma mia! era troppo vecchia e il suo curricculum non era certo invidiabile... aveva passato la vita a lucidare i pavimenti a casa di quella stronza della sua matrigna... chi l'avrebbe mai assunta? e per fare cosa?
si senti' molto demoralizzata. intanto per fortuna il paggio era tornato e cosi' si accese una sigaretta scacciapensieri.
mentre fumava si ricordo' dei bei tempi in cui si nascondeva in soffitta a fumare, quando aveva la tresca con nando, il garzone del panettiere... che ore spensierate che avevano passato la' sulla torre a pomiciare e a farsi le canne...mentre la matrigna la cercava per il palazzo strepitando e facendosi venire le vene del collo grosse come dei tronchi.
dopo avere fumato un paio di sigarette cenerentola decise di smetterla, non doveva riprendere il vizio... se non le sarebbero venuti i denti gialli.
sopraffatta dalla noia si addormento' sul divanetto.
si sveglio' alle sei. era buio e faceva freddo. poi si era addormentata col braccio in una strana posizione e ora le si era addormentato.
chiamo' la governante con voce lamentosa e le disse di accendere il fuoco in salotto. quella fece una risatina da imbecille, ma per fortuna torno' dopo poco con un mucchio di legna e il paggio come aiuto.
il fuoco rese la stanza molto piu' calda e accogliente. si rinfresco' il viso e si accese la tele. su rete corte c'era un bel film con doris day e questo almeno la tenne occupata fino alle otto.
finito il film senti' che le saliva un'agitazione terribile. era talmente annoiata che le venne addirittura in mente di telefonare a anastasia o a genoveffa... ma poi si rese conto che era una scemenza. quelle due stronze la odiavano e cosa avrebbero avuto da dirsi?
fini' che si mangio' un'ultima fetta di torta con un bicchiere di latte e si rimise a guardare la tele.
alla fine alle dieci finalmente torno' il principe. era easusto, ma felice di rivederla. si abbracciarono stretti e lui le dette una strizzatina alle tette. poi si stravacco' sul divano a guardare un programma su tele incanto, un programma noiosissimo pieno di cortigiani che parlavano di come le cose andavano male nel regno incantato e di come non ci fosse lavoro e di quanto la gente non riusciva ad arrivare a fine mese.
cenerentola gli preparo' un panino col roastbeef e lui se lo divoro' in due bocconi, poi la bacio' con dolcezza e le disse che era la migliore mogliettina del mondo.
cenerentola senti' che il cuore le esplodeva di felicita'... si strinse forte a lui e dopo qualche minuto senti' il suo respiro farsi sempre piu' pesante: si era addormentato come un sasso.
il programma alla tele andava avanti sempre piu' noioso... inoltre tutto quel parlare di disoccupazione rendeva cenerentola ancora piu' depressa.
si alzo' e ando' sul balcone... l'aria profumava di rose, c'erano le stelle in cielo e tra i cespugli brillavano le lucciole. era stupendo. d'altra parte era il castello del regno incantato mica per niente.
cenerentola sospiro'... certo era meglio guardare in faccia la realta': non aveva un lavoro, non aveva amici e non aveva niente da fare... il futuro, nonostante il grande amore, le sembrava grigio... doveva inventarsi qualcosa e in fretta.
poi sorrise: in fondo era riuscita ad accalappiare il principe azzurro, l'uomo piu' ambito del regno... ce l'avrebbe fatta anche a trovarsi un lavoro e degli amici! ce l'avrebbe fatta a costruirsi una vita.
torno' in salotto, sveglio' dolcemente il suo amore e se ne andarono a dormire... cenerentola si accoccolo' contro il principe per scaldarsi, lui grugni' qualcosa e la strinse a se'.
la stanza era buia e tutto era silenzio a parte il frinire dei grilli.
cenerentola si senti' a un tratto ottimista: sarebbe andato tutto bene... in un modo o nell'altro sarebbero stati per sempre felici e contenti.
venerdì 26 ottobre 2007
recensione
ho letto un libro: "venti di tempesta" di charlotte link.
praticamente si tratta di "via col vento" ambientato in germania ai tempi della prima guerra mondiale.
purtroppo anche in questo caso i rossella e rhett crucchi non finiscono insieme. pazienza... vuol dire che proprio non era destino.
il punto non e' tanto questo, quanto il fatto che l'ho preso in prestito a claudia (la mamma di luca) senza chiederle il permesso e poi, incidentalmente, ci e' finita sopra della cera mentre mi facevo la ceretta.
dovro' comprarne una copia nuova. va bene, non c'e' problema. lo metto in lista: sara' il mio problema numero 435. ci vorra' un po', ma e' in agenda e prima o poi lo affrontero'.
praticamente si tratta di "via col vento" ambientato in germania ai tempi della prima guerra mondiale.
purtroppo anche in questo caso i rossella e rhett crucchi non finiscono insieme. pazienza... vuol dire che proprio non era destino.
il punto non e' tanto questo, quanto il fatto che l'ho preso in prestito a claudia (la mamma di luca) senza chiederle il permesso e poi, incidentalmente, ci e' finita sopra della cera mentre mi facevo la ceretta.
dovro' comprarne una copia nuova. va bene, non c'e' problema. lo metto in lista: sara' il mio problema numero 435. ci vorra' un po', ma e' in agenda e prima o poi lo affrontero'.
mercoledì 24 ottobre 2007
omaggio a frank
cosi' cantava frank sinatra: i did it may way, ho fatto a modo mio.
tutte le volte che sento questa canzone mi viene un brividino perche' in cinque parole dice tutto.
a me sembra che viviamo immersi in una trappola assurda di regole imposte da qualcun'altro.
ci sono le regole della legge, tipo che non possiamo rubare o evadere le tasse, le regole non scritte della societa', tipo che se a 35 anni vaghiamo ancora per l'androne della sapienza in attesa di fare un esame siamo dei falliti o che se a 40 siamo senza un compagno siamo piu' che falliti o che se a qualunque eta', superati i sedici anni, non facciamo sesso siamo dei fallitissimi.
naturalmente un paragrafo a parte meritano le sante regole della salute, tipo fare attivita' sportiva, mangiare frutta e verdura e usare il filointerdentale.
ci sono le regole del buon gusto che ci sconsigliano di mettere un maglione a righe viola e verdi con una gonna a fiori gialli, o quelle del buon senso comune che ci impongono di non prendere la macchina sperando di trovare parcheggio il venerdi' sera alle undici davanti a piazza trilussa anche se fa freddo anche se il parabrezza del motorino e' rotto. ci sono le regole del galateo che ci vietano di ruttare in pubblico o di tirare su col naso.
anche la tavola ha le sue regole, provate a servire la torta con la cioccolata prima delle lasagne e vedete come si ghiaccia la conversazione.
un giorno ho scoperto che, secondo il galateo, quando mi presentano qualcuno e' maleducazione dire "piacere"... io, che ho capito subito che questo non voleva dire che potevo finalmente dire quello che avevo sempre pensato quando mi presentavano qualcuno e cioe' sticazzi, mi sono trovata in imbarazzo per un po', abbozzando stupidi sorrisetti, fin quando ho deciso di fregarmene e di ricominciare a dire il solito buon vecchio ipocrita "piacere".
pare sia cafone dire cin cin quando fai un brindisi e ho scoperto di recente che definire indegno il presidente della repubblica e' un reato... non che abbia niente in contrario, solo che non lo sapevo.
non voglio assolutamente fare l'inutile sovversiva, pero' ogni tanto, quando passo per piazza barberini e vedo quel tizio coi pattini e la girandola in testa che sfreccia su e giu'col suo zainetto sulle spalle... mi domando se magari non e' semplicemente uno che ha capito qualcosa di piu' della vita.
io non ci so andare coi pattini, pero' quando sento frank che canta mi commuovo e penso che anche io voglio vivere sempre facendo le cose a modo mio.
tutte le volte che sento questa canzone mi viene un brividino perche' in cinque parole dice tutto.
a me sembra che viviamo immersi in una trappola assurda di regole imposte da qualcun'altro.
ci sono le regole della legge, tipo che non possiamo rubare o evadere le tasse, le regole non scritte della societa', tipo che se a 35 anni vaghiamo ancora per l'androne della sapienza in attesa di fare un esame siamo dei falliti o che se a 40 siamo senza un compagno siamo piu' che falliti o che se a qualunque eta', superati i sedici anni, non facciamo sesso siamo dei fallitissimi.
naturalmente un paragrafo a parte meritano le sante regole della salute, tipo fare attivita' sportiva, mangiare frutta e verdura e usare il filointerdentale.
ci sono le regole del buon gusto che ci sconsigliano di mettere un maglione a righe viola e verdi con una gonna a fiori gialli, o quelle del buon senso comune che ci impongono di non prendere la macchina sperando di trovare parcheggio il venerdi' sera alle undici davanti a piazza trilussa anche se fa freddo anche se il parabrezza del motorino e' rotto. ci sono le regole del galateo che ci vietano di ruttare in pubblico o di tirare su col naso.
anche la tavola ha le sue regole, provate a servire la torta con la cioccolata prima delle lasagne e vedete come si ghiaccia la conversazione.
un giorno ho scoperto che, secondo il galateo, quando mi presentano qualcuno e' maleducazione dire "piacere"... io, che ho capito subito che questo non voleva dire che potevo finalmente dire quello che avevo sempre pensato quando mi presentavano qualcuno e cioe' sticazzi, mi sono trovata in imbarazzo per un po', abbozzando stupidi sorrisetti, fin quando ho deciso di fregarmene e di ricominciare a dire il solito buon vecchio ipocrita "piacere".
pare sia cafone dire cin cin quando fai un brindisi e ho scoperto di recente che definire indegno il presidente della repubblica e' un reato... non che abbia niente in contrario, solo che non lo sapevo.
non voglio assolutamente fare l'inutile sovversiva, pero' ogni tanto, quando passo per piazza barberini e vedo quel tizio coi pattini e la girandola in testa che sfreccia su e giu'col suo zainetto sulle spalle... mi domando se magari non e' semplicemente uno che ha capito qualcosa di piu' della vita.
io non ci so andare coi pattini, pero' quando sento frank che canta mi commuovo e penso che anche io voglio vivere sempre facendo le cose a modo mio.
martedì 23 ottobre 2007
il saluto di un amico
Wadowice, città natale di giovanni paolo II, e'il 2 aprile 2007 e un operaio di nome Gregorz Lukasi scatta alcune fotografie al falo' della veglia di preghiera organizzata per ricordare karol woitjla.
queste foto hanno fatto il giro del mondo. le fiamme si innalzano formando la sagoma conosciuta e cara del corpo del papa nel suo consueto gesto di saluto e di benedizione.
mio padre ha ritrovato una vecchia poesia scritta da woitjla quando era solo un ragazzo di diciannove anni che amava come noi i falo' e il mistero che vi si respira accanto.
e l'ha tradotta:
"Salutami i falò
e le statue di legno del vecchio Wawro
che digiunano in strada
santi ascetici ed emaciati
La fiamma del falò si piegherà
scoppietterà sulle genziane
ondeggerà su due gambe... saluta anche i pastori... e i pastorelli
A questo falò si unirà il cuore
con catene nascoste brucianti
La poesia è conforto, figlia del falò
Saluta da parte mia anche Madohora
con i pini arruffati .
E' bello oggi da noi... in montagna" (tr. RB)
queste foto hanno fatto il giro del mondo. le fiamme si innalzano formando la sagoma conosciuta e cara del corpo del papa nel suo consueto gesto di saluto e di benedizione.
mio padre ha ritrovato una vecchia poesia scritta da woitjla quando era solo un ragazzo di diciannove anni che amava come noi i falo' e il mistero che vi si respira accanto.
e l'ha tradotta:
"Salutami i falò
e le statue di legno del vecchio Wawro
che digiunano in strada
santi ascetici ed emaciati
La fiamma del falò si piegherà
scoppietterà sulle genziane
ondeggerà su due gambe... saluta anche i pastori... e i pastorelli
A questo falò si unirà il cuore
con catene nascoste brucianti
La poesia è conforto, figlia del falò
Saluta da parte mia anche Madohora
con i pini arruffati .
E' bello oggi da noi... in montagna" (tr. RB)
la dottoressa d'eusanio
io non sono una di quelle persone snob che parla male a prescindere della televisione italiana. a me la televisione ha dato molto e non sputo nel piatto in cui mangio.
tanto per iniziare la televisione mi ha dato negli anni ottanta tutti quei telefilm che definirei di formazione come happy days,casa keaton,i robinson e la casa nella prateria... tutto si puo' dire agli americani, ma non che non abbiano un'idea molto chiara del bene e del male. dai telefilm americani ho imparato che non devo fare sempre quello che fanno i miei amici, ma che devo imparare a giudicare da sola cosa e' giusto e cosa e' sbagliato, ho imparato che non si mente ai genitori, che non ci si droga e che bisogna essere leali con gli altri e aiutare i piu' deboli.
praticamente coi mie genitori parlavo del tempo.
poi e' arrivato il periodo delle fiction italiane. hanno riempito serate vuote, quelle in cui non avevo niente da fare o non mi andava di uscire, e mi hanno divertito senza stancarmi.
la saga del maresciallo rocca, quella dell'avvocato porta, commesse e il bello delle donne, tanto per citarne alcune.
due parole per i programmi divertenti, da quelli storici come indietro tutta a quelli dei guzzanti (prima che sabina si inacidisse tanto e prima che la dandini diventasse la presa per il culo di se stessa).
e' vero, certo stiamo attraversando una brutta fase coi reality, ma qualcosa a livello di voyerismo morboso hanno dato pure loro e comunque prima o poi finiranno.
come non dire invece come mi ha elevato culturalmente ferrara con otto e mezzo e come mi ha rilassato vespa con il suo porta a porta?
e la sette? con le sue meravigliose interviste barbariche, la bignardi cosi' deliziosamente snob... e quel programma superlativo sulla tata che va a rimettere a posto famiglie in cui i genitori sono esauriti e i bambini matti come cavalli ipernutriti e pieni fino all'orlo di coca cola? io non me ne perdo una puntata.
ripeto, la televisione mi ha dato tantissimo. io alla gente che dichiara con orgoglio "ah, io non la guardo mai!" o peggio:"Io nenache ce l'ho la televisione"...vorrei solo rispondere: "non sai che ti perdi".
detto questo, espresso il mio amore e la mia gratitudine per la fedele amica di tempi belli e brutti, c'e' una cosa che devo dire e la voglio dire a voce alta:
LA D'EUSANIO CHE GIOCA FARE LA PSICANALISTA SU RAI DUE E' TROPPO. FERMATELA.
e' una cosa inaccettabile... sembra che abbia fatto un corso in dodici comode dispense a casa su come diventare la perfetta analista. si atteggia, fa le pause di comprensione, le domande che girano un po' il coltello nella piaga ma non troppo, e' amichevole, ma col giusto distacco. affronta i racconti di aborti, violenze domestiche, disturbi alimentari, divorzi e abbandoni di varia natura, senza scomporsi, col trucco sempre intatto e con le scarpe giuste...
e poi il titolo del programma e' racapricciante: "ricomincio da qui". ma perche' nel momento in cui uno decide di dare finalmente una svolta alla sua vita tragica, dovrebbe farlo scomodamente seduto su di un divanetto, sotto le luci dei riflettori e con il supporto psicologico della d'eusanio?
tanto per iniziare la televisione mi ha dato negli anni ottanta tutti quei telefilm che definirei di formazione come happy days,casa keaton,i robinson e la casa nella prateria... tutto si puo' dire agli americani, ma non che non abbiano un'idea molto chiara del bene e del male. dai telefilm americani ho imparato che non devo fare sempre quello che fanno i miei amici, ma che devo imparare a giudicare da sola cosa e' giusto e cosa e' sbagliato, ho imparato che non si mente ai genitori, che non ci si droga e che bisogna essere leali con gli altri e aiutare i piu' deboli.
praticamente coi mie genitori parlavo del tempo.
poi e' arrivato il periodo delle fiction italiane. hanno riempito serate vuote, quelle in cui non avevo niente da fare o non mi andava di uscire, e mi hanno divertito senza stancarmi.
la saga del maresciallo rocca, quella dell'avvocato porta, commesse e il bello delle donne, tanto per citarne alcune.
due parole per i programmi divertenti, da quelli storici come indietro tutta a quelli dei guzzanti (prima che sabina si inacidisse tanto e prima che la dandini diventasse la presa per il culo di se stessa).
e' vero, certo stiamo attraversando una brutta fase coi reality, ma qualcosa a livello di voyerismo morboso hanno dato pure loro e comunque prima o poi finiranno.
come non dire invece come mi ha elevato culturalmente ferrara con otto e mezzo e come mi ha rilassato vespa con il suo porta a porta?
e la sette? con le sue meravigliose interviste barbariche, la bignardi cosi' deliziosamente snob... e quel programma superlativo sulla tata che va a rimettere a posto famiglie in cui i genitori sono esauriti e i bambini matti come cavalli ipernutriti e pieni fino all'orlo di coca cola? io non me ne perdo una puntata.
ripeto, la televisione mi ha dato tantissimo. io alla gente che dichiara con orgoglio "ah, io non la guardo mai!" o peggio:"Io nenache ce l'ho la televisione"...vorrei solo rispondere: "non sai che ti perdi".
detto questo, espresso il mio amore e la mia gratitudine per la fedele amica di tempi belli e brutti, c'e' una cosa che devo dire e la voglio dire a voce alta:
LA D'EUSANIO CHE GIOCA FARE LA PSICANALISTA SU RAI DUE E' TROPPO. FERMATELA.
e' una cosa inaccettabile... sembra che abbia fatto un corso in dodici comode dispense a casa su come diventare la perfetta analista. si atteggia, fa le pause di comprensione, le domande che girano un po' il coltello nella piaga ma non troppo, e' amichevole, ma col giusto distacco. affronta i racconti di aborti, violenze domestiche, disturbi alimentari, divorzi e abbandoni di varia natura, senza scomporsi, col trucco sempre intatto e con le scarpe giuste...
e poi il titolo del programma e' racapricciante: "ricomincio da qui". ma perche' nel momento in cui uno decide di dare finalmente una svolta alla sua vita tragica, dovrebbe farlo scomodamente seduto su di un divanetto, sotto le luci dei riflettori e con il supporto psicologico della d'eusanio?
Iscriviti a:
Post (Atom)